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mercoledì 25 gennaio 2012

Sono ancora qui! - Aggiornamento decluttering

Ci sono ancora eh!! Non sono sparita! Anzi ogni tanto mi sono fatta viva sui blog altrui. Ma ultimamente mi sono accorta che scrivere su questo blog non e’ una delle mie priorita’. A dire il vero fin dall’inizio non ero convintissima di volerlo iniziare. Non me ne sono pentita perche’ cosi’ sono entrata in contatto con molte persone interessanti, ma  ci sono molte altre attivita’ che preferisco allo scrivere.

La parentesi a casa dei miei a inizio dicembre e le vacanze di Natale sono state molto piacevoli anche se piene di cose da fare.
Mia mamma quasi non credeva ai suoi occhi quando in mezza giornata ho riordinato una libreria intera della mia ex-cameretta e ho accumulato 3 sacchetti (quelli grossi da supermercato) di cose da buttare / riciclare / regalare. E ci sarebbe ancora un sacco di roba da sistemare! Assieme a lei ho poi comprato una serie di pantaloni (tra jeans, velluto e lana credo 5 paia) visto che nel mio armadio al momento non c’era nulla di invernale che mi entrasse. Ho accumulato una taglia di troppo, decisamente, anzi direi pure due. A questo pero’ al momento non ho voglia di pensare.
Tra Natale e l’Epifania, ufficio chiuso e ferie obbligate. Prima volta in 10 anni che ho 2 settimane di ferie e non vado da nessuna parte! A pensarci bene, in tutto il 2011 ho avuto altre 3 volte delle ferie obbligate, tre bei ponti da 4 giorni l’uno, e anche li’ non siamo andati da nessuna parte tranne (io da sola) dai miei a dicembre. All’inizio l’idea mi aveva infastidito, ma adesso, strano a dirsi, sono contenta che abbiamo fatto cosi’, anche se nelle ultime settimane stiamo iniziando a sentire la voglia di fare un bel viaggetto. Ma davvero, queste giornate passate a casa a riordinare, pulire, eliminare incombenze in sospeso tipo banca o simili, sistemare foto, cucinare per gli amici (abbiamo fatto ben 2 cene con ospiti in 2 settimane, un record per me) o anche solo rilassarmi con un bel film o un bel libro, ci volevano proprio!

Il rientro al lavoro e’ stato un po’ traumatico, mi stavo gia’ abituando ad avere tutta la giornata per me. Passare 8 ore al giorno in un ufficio che si occupa di una cosa che non mi interessa minimamente mi sembra tanto uno spreco di tempo, e non riesco assolutamente a buttarlo tutto cosi’, per cui ecco che navigo su siti di decluttering, scrivo mail, seguo forum di viaggi... Fin quando faccio anche il mio lavoro come si deve, non mi sento nemmeno troppo in colpa. Sto imparando anche l’arte della pazienza, a me prima quasi sconosciuta: non vedo l’ora che alcune cose si realizzino per poter dare una svolta alla mia vita ma ci vuole del tempo, per cui nel frattempo sospiro e continuo a ritagliarmi spazi miei in questo ufficio e soprattutto nel tempo libero.  

Il decluttering mi sta prendendo un sacco, anche se non riesco a dedicargli tutto il tempo che vorrei. L’altra sera ho affrontato un cassetto grande (quelli da cassettiera da camera da letto) pieno zeppo, per il 90% di carta: buttata piu’ di meta’ della roba! C’erano estratti conto del 2003, scontrini del 2005, istruzioni per l’uso di oggetti che non ho piu’ da una vita, insomma ne e’ uscito un sacchetto pieno da buttare nel cassonetto del riciclo. Ho trovato anche qualche oggettino da dare via e qualche altra cosa che ora che mi ricordo di avere vorrei usare: bruciaincenso con molti bastoncini di incenso, carte da gioco... da quanto tempo e’ che non gioco a scala 40 come quando ero ragazzina? Mi piacerebbe tanto farlo qualche volta!
Sono anche riuscita a dimezzare le email che giacciono da ere geologiche nelle mie 2 caselle di posta elettronica. E – udite udite – perfino M e’ riuscito a dedicare mezza giornata durante le feste a riordinare una serie infinita di sue possessioni (informatiche / elettroniche o fotografiche) che prima occupavano il pavimento di meta’ sala. Adesso in sala abbiamo solo uno scatolone pieno di oggetti che vogliamo vendere o dar via, non e’ il massimo ma va decisamente meglio! Ora, se solo io trovassi la voglia di mettermi a smanettare con Ebay per vendere alcune cosette... :P

Forse puo’ sembrare stupido ma il fatto di fare piazza pulita di cose che non mi servono, che occupano solo spazio e tempo, mi fa stare bene. Man mano che butto, che libero spazi (per ora ancora pochi ma aumenteranno!) mi sembra di levare dei pesi anche da me stessa. Mi sembra di respirare meglio. Sento proprio il bisogno di rimettere ordine nella mia vita, riscoprire le cose importanti che sono rimaste sepolte per anni da questo accumulo di cose materiali e non materiali. Solo negli ultimi tempi mi sono accorta che la confusione fisica / virtuale (pc, email, siti etc) mi porta anche alla confusione mentale.
E poi se penso che tra qualche mese dovremo traslocare sono proprio contenta di eliminare un sacco di cose!

lunedì 17 ottobre 2011

Weekend produttivo


Bel weekend, davvero. Denso di cose fatte, di piccoli progressi in varie direzioni.

Ho raccattato tra le cose che mi sono capitate davanti (quindi senza una ricerca apposita) alcuni oggetti di cui mi voglio disfare. Ora pero’ mi sto chiedendo se valga la pena provare a venderli o regalarli, o se siano semplicemente da buttare. Una abat-jour anni 70 dei miei genitori, veramente orrenda, con la base in metallo rovinata e che al momento non funziona, potra’ mai interessare a qualcuno? E una trentina di mini-album portafoto di quelli da 36 foto che ti regalavano quando sviluppavi un rullino? Alcuni sono nuovi nuovi. E un porta-tv girevole (tipo un piatto di plastica nera) per tv a tubo catodico medio-piccole? Residuati di tecnologie precedenti... In ogni caso non li voglio piu’ a casa mia, e vorrei liberarmene abbastanza in fretta. Quasi quasi li butto.

Sono andata alla seconda di tre sedute di massaggi comprate scontate, ho provato l’ayurvedico e l’operatrice, diversa da quella dell’altra volta, mi ha sgamato subito: colon irritato, molto gonfio, ne soffri vero? Come no!! Sono mesi che non riesco a uscire da questa situazione! Mi ha consigliato una marca specifica di fermenti lattici, piu’ uno sciroppo di papaya. Provero’ anche questa, ma mi sa che sarebbe meglio se iniziassi a mangiare in modo piu’ sano. :P

Sabato sera siamo stati invitati a cena, barbecue in campagna (cenando al chiuso pero’, mamma che freddo fuori!!): bruschette aglio e olio o pomodorini, chili di ottima carne condita benissimo, melanzane e zucchine dell’orto, e uno stupendo strudel fatto con frutta varia e mandorle caramellate. Siamo tornati a casa che scoppiavamo!! E siamo stati molto bene anche con le persone presenti, anche se solo un paio sono amici di M che conosco da poco e gli altri non li conoscevamo proprio.

E ieri come desideravo sono rimasta a casa tutto il giorno senza mai mettere il naso fuori, finalmente! Mentre M si faceva il suo agognato giro in moto verso le montagne abruzzesi a scattare foto in quantita’ (bellissima giornata ma freddddddddddddaaaa!!) io mi sono piazzata davanti al pc e ho fatto moltissimi progressi con il lavoro di sistemazione foto e racconti di viaggio. Intervallati da rilassanti mezz’ore passate a leggere uno dei tanti libri che mi aspettano sul comodino (ne avevo iniziati 3 in contemporanea ma ho deciso di continuarli uno alla volta).

Tutto perfetto, tranne una cosa che mi ha chiuso un po’ lo stomaco ieri. Ma magari ne parlo in un altro post.

venerdì 14 ottobre 2011

Attivita' varie, anche troppe!


Ieri sera seconda lezione del secondo corso di francese. Arrivare da dietro il Pantheon con la luce che iniziava a calare e’ stato stupendo. Martedi’ prossimo devo proprio portarmi la macchina fotografica. Io adoro quella piazza, ma da dove sono arrivata ieri non l’avevo mai vista cosi’. Il Pantheon “schiacciato” dalla prospettiva sull’obelisco e sui palazzi di fronte, con le luci serali che si erano gia’ accese e ancora un po’ di luce del sole ormai tramontato, nella fantastica “ora blu”... peccato che martedi’ prossimo a quell’ora sara’ forse gia’ tardi, le giornate si accorciano in fretta ormai. Vedremo.
Poi alla lezione ho anche avuto una specie di “epifania”: sto iniziando a parlare davvero il francese. Male, ovviamente, ma sto iniziando a formulare le frasi in modo meno meccanico. E’ un processo che conosco, l’ho gia’ vissuto e mi fa sentire viva, capace. Ripenso alle esperienze precedenti, l’ultima con lo spagnolo, misuro i miei progressi attuali, e mi dico “dai che sei sulla strada giusta”. Io amo tantissimo le lingue, e quando inizio a sentire che ingrano mi viene voglia di parlarle per ore. Avrei fermato per strada quei turisti francesi incrociati mentre tornavo a casa, non fossi stata un po’ affamata e con marito che gentilmente mi aspettava per cenare. :P

Cambiando completamente discorso, sarei curiosa di sentire come sono organizzate le vostre serate dei giorni infrasettimanali, dopo che tornate dal lavoro. Cosa fate, quali attivita’ o non-attivita’? Quanto tempo dedicate alla casa o a compiti “obbligatori” e quanto a voi stessi/e?
Perche’ ultimamente mi sono accorta che da quello che faccio la sera dipende tantissimo il mio umore generale. Se mi sembra di “non aver combinato niente” per alcuni giorni di fila divento impaziente e sbuffo di continuo, non vedo l’ora che arrivi il weekend per avere tempo di fare qualcosa. Se vado a letto troppo tardi piu’ sere di fila, come prevedibile mi sento stanchissima. Purtroppo non sempre riesco ad assecondare almeno una delle mie opposte nature di pigra e di iperattiva, e a volte finisco per andare a letto tardi senza aver combinato niente, la cosa peggiore!!!

Quindi ecco la mia routine serale: di solito (se non ho attivita’ programmate come le lezioni di francese) torno a casa tra le 6 e le 7. Dedico mezz’ora al massimo alle faccende di casa, ma solo se sono davvero improrogabili (tipo: se non ho piu’ niente da mettermi mi tocca proprio fare la lavatrice). Eliminati gli “obblighi” mi rilasso e leggo qualcosina. Fino a poco tempo fa accendevo quasi subito il pc, ma ora mi sono resa conto che spesso non mi va e non lo faccio. Quando torna M. pensiamo alla cena, ma visto il nostro amore per la cucina pari a zero improvvisiamo sempre in 5 minuti una cosa da mangiare rapidamente (quasi sempre roba che non serve cucinare o quasi, e spesso niente di sano). I piatti rimangono da lavare per alcuni giorni, fino a che abbiamo finito la scorta di piatti puliti... 

E si fanno le 9, e fino ad ora di solito ho la sensazione di non aver “combinato” niente. Ora ho del tempo per me, per quello che mi va, e che mi fa sentire di aver vissuto bene la serata. A volte scelgo di riposarmi e basta: leggo un bel libro o meglio ancora, con M stiamo un po’ insieme sul divano anche solo a parlare. A volte passo anche un’ora al telefono, e per quanto mi faccia piacere sentire i miei cari lontani mi sembra spesso di aver usato troppo tempo per questo. A volte accendo il pc con l’intenzione di fare qualcosa di “produttivo”, scrivere il diario dell’ultimo viaggio o sistemare un po’ di foto. Pero’ qui mi perdo spesso: sto almeno mezz’ora su Facebook, leggo forum e blog, e poi mi impigrisco e mi metto a giocare al solitario. Allora sarebbe meglio andare a dormire, almeno riposerei... ma capita come ieri sera che mi intestardisco e penso “voglio fare queste 10 foto” ma tra una e l’altra faccio per mezz’ora il solitario... Oppure M si mette a guardare la tv: le sole cose che guarda sono dibattiti politici in cui fanno a gara a chi urla piu’ forte, io li odio, odio le persone che gridano e si parlano sopra una con l’altra! E poi mi distraggono e riesco a combinare ancora meno al pc (pc e tv sono nella stessa stanza). 
Insomma a volte finisco per andare a dormire all’una, senza aver finito le foto o il racconto e senza concedermi il riposo che mi serve. Se poi questo succede quando il giorno dopo non posso alzarmi con calma (avendo orario flessibile in ufficio di solito posso anche dormire mezz’ora in piu’ se mi va) ma ho un impegno da rispettare, mi stanco doppiamente.
Dimenticavo: come ultima cosa della serata, anche se vado a letto all’una, leggo almeno qualche pagina. Devo essere davvero distrutta per non farlo.
Le sere in cui vado a francese, cambia poco, se non che arrivo a casa alle 21 passate, ceniamo e poi c’e’ il tempo “libero” (in cui devo inserire anche eventuali improrogabilissime faccende domestiche).

Questa e’ la realta’, e non e’ nemmeno tanto male a dire il vero. Riesco a conciliare abbastanza spesso alcune mie passioni come la lettura, le lingue, i viaggi (beh, da casa solo raccontati) e le foto, con il piacere di stare con mio marito, di sentire genitori e amici e, le volte che non esagero, anche con il riposo. Idealmente vorrei pero’ riuscire ad essere piu’ concentrata quando accendo il pc, fare subito quello che mi sono proposta di fare (una giornata di diario di viaggio, o un tot di foto) in modo da poter spegnere e andare a dormire o fare altro.

Anche perche’ ci sarebbe almeno un’altra cosetta per cui mi piacerebbe trovare spazio nelle mie serate: riordinare un pochino alla volta il mio armadio, i miei cassetti, le mie librerie. Ormai da mesi mi sono resa conto che in casa ho troppa roba e che per il 90% non la uso. Voglio liberare spazio, magari ricavare qualche soldo vendendo cose ancora utilizzabili, o donarle in beneficienza, il tutto anche in vista del trasloco dell’anno prossimo nonche’ di una casa con meno cose da pulire e meno “pugni in un occhio” visivi.
Ne avrei altre, di cose che vorrei fare, ma ho capito che non e’ nemmeno il caso di pensarci per ora, perche’ sarebbe come mettere troppa carne al fuoco. Sono molto piu’ rilassata ora che non ho piu’ una lista infinita di “vorrei” che non riuscivo comunque mai a realizzare. Una cosa alla volta, per ora francese e riordinare casa, che sono gia’ due bei “mattoni”. :-) (senza contare le foto e la lettura...)

Ma mi spiegate come si fa a inserire in questa routine, in cui a fatica faccio entrare solo alcune delle cose che mi PIACE fare, anche alcune cose che NON mi piace fare ma che sempre piu’ sento necessarie per la mia salute? Non mi va proprio di sottrarre tempo a quello che amo per mettermi a cucinare o a fare sport, ma ne sento il bisogno. Probabilmente questo bisogno non e’ ancora cosi’ forte da arrivare a diventare una vera necessita’, una cosa di cui non posso fare a meno, altrimenti la farei gia’, ma ci si sta avvicinando. Mi sento sempre meno in sintonia col mio corpo.
Un paio di considerazioni:
- cucina:  in realta’ mi rendo conto che preparare una cena decente non porta nemmeno via molto tempo, e’ piu’ un problema di pigrizia. A volte mi dico che se avessi piu’ tempo libero, tipo se lavorassi part time, ne dedicherei un po’ alla cucina. Ma mi sa che sono balle che mi auto-racconto.
- sport: finora l’unico modo in cui sono riuscita a fare regolarmente attivita’ fisica e’ stato andare in palestra con appuntamenti fissi, ma non posso pensare di fare cosi’ adesso, ho gia’ francese e 2 sere la settimana occupate va bene, di piu’ non mi va. Qualcuno mi ha suggerito di andare in palestra la mattina, io ho pensato di fare di corsa la strada da casa al lavoro (7 km) o almeno meta’ (poi autobus), o di correre vicino l’ufficio in pausa pranzo. Ma la vedo difficile, non ho molta fiducia in me stessa in questo ambito, mi pesa molto muovermi.
Insomma per ora mi barcameno tra le varie ipotesi senza prendere decisioni, sperando che nel frattempo qualcuno scopra la sostanza miracolosa che fa dimagrire senza fare sport ne’ diete :P :P :P  Mamma quanto sono piiiiiiigraaaa!!!

Uhm bel post lungo stavolta. Ogni tanto ci vuole :)

venerdì 23 settembre 2011

Vita normale

E’ un pezzo che non scrivo sul blog, un mese ormai. Cosa e’ successo in questo mese? Niente di eccezionale, la vita normale di tutti i giorni. Un paio di weekend lunghi fuori, un altro paio a casa a riposare e sistemare un po’ di cose. Due progetti da seguire contemporaneamente sul lavoro, io che sono decisamente poco multitasking, ma ci sono riuscita facendo anche un po’ di straordinari, cosa per me davvero rara. Un viaggetto di lavoro di due giorni a Francoforte. Un fratello che si e’ sposato (emozionante e bellissimo!). Qualche cena con amici. Un marito che sta cercando un nuovo lavoro perche’ non ne puo’ piu’ di fare trasferte di 3-4 giorni la settimana a 700 km di distanza in auto (in pratica non ci vediamo mai). Le pratiche per finire di costruire casa che non vanno avanti fino a che non ci si vede con l’architetto (lunedi’ prossimo). Il dentista. Qualche libro nuovo acquistato e gia’ meta’ letti. E’ di ieri l’iscrizione al corso di francese, livello successivo a quello fatto la scorsa primavera, inizio l’11 ottobre. Sto pensando di iscrivermi anche in palestra, non a qualche corso specifico ma alla sala libera, cosi’ almeno qualche volta mi riesce di fare attivita’ fisica (mi sento proprio male con questi 5-6 kg di troppo addosso).

In tutto questo, il tempo dedicato alla rete e’ stato veramente poco, giusto un leggere le cose che mi interessavano di piu’, solo se e quando non avevo niente altro da fare. Ma la vita virtuale e’ passata decisamente in secondo piano. Semplicemente ho preferito dedicarmi a quello che di concreto ho attorno. Persone, oggetti. Fare, sentire, toccare, non scrivere. Il computer di casa e’ rimasto spesso spento, la sera dopo l’ufficio, quando invece fino a poche settimane fa ero abituata ad tornare a casa e accenderlo. Dopo 8-9 ore passate davanti ad uno schermo in ufficio (dove per di piu’ non ho avuto molto tempo per il cazzeggio ultimamente), non ho piu’ voglia di farlo anche la sera. Ho voglia di riposarmi, fare due chiacchiere, leggere un libro, mangiare qualcosa di buono (peccato che non mi sia venuta anche la voglia di cucinare!! :P), vedere qualche amico.

Ho ancora “tante cose da fare”. Ma per fortuna non mi sento soverchiata. Le faccio, una alla volta, a seconda della priorita’. Le altre aspettano. Non ho tempo (e nemmeno tanta voglia) di sistemare le foto? Amen. Prima o poi lo faro’, un po’ alla volta.
Molto (ma davvero molto) stranamente, non mi pesa nemmeno il fatto di non sapere che cosa faremo nei prossimi ponti dei morti e dell’Immacolata, e nemmeno a capodanno. A dire la verita’, ho proprio voglia di passare almeno uno dei due ponti a Roma, a rilassarmi, stare con M, fare qualche passeggiata in centro, vedere amici, sistemare casa. Sara’ l’eta’ che avanza? :P Sto cambiando le mie priorita’? Ho voglia di famiglia e calore, di concretezza e di tranquillita’. E le sto avendo.

Non so se e’ un periodo particolare o una cosa destinata a rimanere, ma intanto me la godo per come e’. :)

martedì 12 luglio 2011

CaT di Mammafelice: il tempo per...

Siamo arrivati alla seconda tappa della CaT di Mammafelice. Stavolta si parla di tempo, il tempo che dedichiamo a noi stesse, a quello che vogliamo fare davvero.
Al contrario di molte altre partecipanti io non ho figli, e questo sicuramente mi avvantaggia, ma ho anche un lavoro a tempo pieno e un sacco di interessi che cerco di incastrare nelle mie giornate.
Ci ho pensato un po´ a cosa scrivere in questo post, perche´ in fin dei conti il tempo di fare molte cose ce l´ho. Eppure mi sono accorta che trascuro alcune cose fondamentali.

Desidero il tempo di stare con mio marito, anche solo guardando un film sdraiati sul divano.
Desidero il tempo di uscire con gli amici per berci una birra assieme e chiacchierare, o per andare al cinema, o ad una cena in qualche ristorantino carino.
Desidero il tempo per fare qualche telefonata o scrivere qualche email alle amiche lontane e alla mia famiglia che vive a 500 km da dove vivo io.
E poi desidero il tempo per dormire! Per stare dietro alle mie passioni sacrifico il sonno, ma alla lunga la cosa si fa davvero sentire.

Insomma mi sono accorta che sto seriamente trascurando le relazioni con le persone. Per fare cosa?
Sì perchè il tempo di fare qualcosa, come dicevo, ce l'ho. Dopo il lavoro, oltre alle faccende domestiche che comunque faccio il minimo indispensabile, trovo il tempo di seguire un sacco di forum e di blog su internet, di sistemare qualcuna delle mie migliaia di foto (montagna che ad ogni viaggio aumenta e non riesco a far diminuire), perfino di cazzeggiare giocando a qualche solitario al pc quando non ho proprio voglia di fare niente. E rimango alzata fino all'una di notte per queste cose!! In generale sono cose che mi piace fare, ma mi sono resa conto che ultimamente le sto facendo quasi come un dovere (ehm, a parte il solitario! :P) .
Poi quando non mi va di accendere il pc dopo che ci sono stata davanti tutto il giorno in ufficio, trovo il tempo di leggere, cosa che faccio comunque anche nei ritagli di tempo (mentre faccio colazione da sola, mentre aspetto che bolla l'acqua della pasta, qualche minuto ogni sera prima di addormentarmi...).  Leggere è una delle attività che amo di più e mi rilassa molto, ma lo faccio meno di quanto vorrei.

Insomma si tratta solo di scegliere come usarlo, questo tempo. E trovo abbastanza triste che la sera a casa stiamo io e M. ciascuno davanti al suo pc! Così come mi sembra di essere invecchiata 100 anni rispetto a quando uscivo almeno una volta o due la settimana per vedere gli amici. Cos'è successo alla mia vita sociale?

Me ne sono resa conto solo adesso, grazie a questa riflessione che ci ha proposto Barbara di Mammafelice. Vediamo di mettere a frutto questa consapevolezza, adesso! :-)

venerdì 27 maggio 2011

Cose, cose, cose, cose...

In uno dei commenti ricevuti nei giorni scorsi sono stata invitata a unirmi ad un sito che si chiama Minimalisti. La cosa mi ha fatto piacere (e credo che lo farò) ma mi ha anche un po’ stupita perché non mi sembrava di aver espresso molto questa caratteristica nel mio blog finora. Eppure erano già alcuni giorni che volevo scrivere un post sugli oggetti che mi circondano.
Non sono mai stata minimalista, anzi per carattere tendo ad accumulare perché mi dispiace buttare le cose, anche quando sono vecchie e rovinate. Magari ne compro di nuove perché servono, ma quelle vecchie le tengo lì, come un caro amico che ne ha viste tante assieme a me. E poi accumulo carta, tanta carta: libri, riviste, ma anche ritagli di giornale, fogli volanti, documenti, cartoline, lettere vecchie...
Basti pensare che sono 11 anni che vivo lontano dai miei, ma nel loro appartamento c’è ancora la mia camera di ragazza con molte mie cose ancora lì: dove vivo ora non ho spazio per portarmi tutto, perché nel frattempo ho riempito casa di altro.

Eppure sento la necessità di fare spazio, di creare un po’ di vuoto, di silenzio visivo (oltre che uditivo e perfino “dalle persone”, ma di questo magari ne parlo un’altra volta).
Ho iniziato a rifletterci qualche settimana fa, quando si parlava della previsione di un terremoto devastante a Roma l’11 maggio. Anche se sono molto (a volte troppo) razionale, mi sono fatta prendere un po’ dal timore, i terremoti sono una mia paura fin da piccola. La cosa che mi spaventava di più non era tanto di morire, quanto di perdere in primis mio marito, poi ovviamente di perdere la casa in quanto tale (specie alla vigilia di un altro investimento pesante) ma anche di perdere svariate cose che ho in casa: soprattutto fotografie, ma anche libri, diari della mia adolescenza, e semplici oggetti a cui mi sento legata.
E mi sono detta: sarebbe bello non avere legami così forti con degli oggetti! Vivere senza possedere quasi nulla. Sarebbe davvero una vita libera. Certo non sto parlando di una vita da indigenti, da senzatetto o simili, ma sicuramente di una casa più vuota sì.
Quando ci siamo sposati (pochi mesi fa) e M. è venuto a stare da me, ha portato lo stretto necessario: eppure ho fatto molta fatica a trovare spazio per le sue cose. Abbiamo comprato alcune librerie nuove e si sono subito riempite. Ancora adesso ha molte sue cose (insacchettate o inscatolate) sotto il letto o semplicemente per terra. Anche questa situazione mi sta iniziando a dare un po’ sui nervi, mi sembra sempre che sia tutto precario qui dentro!

Prima del matrimonio avevo colto l’occasione per fare un po’ di ordine nel mio armadio. Risultato: all’interno non mi sembra ci sia molto più spazio di prima, e all’esterno, per terra, ci sono uno scatolone e una grande borsa di carta con dentro vestiti che non metto più e che sono ancora utilizzabili. Sono lì da mesi. Quelli invernali, a fine novembre ho provato a portarli ad un negozietto carino vicino casa che vende vestiti e accessori usati, ma non li ha voluti perché non c’era l’etichetta. Poi li ho portati al Mercatino dell’Usato, un posto meno carino dove mi pareva prendessero di tutto: non li hanno voluti neanche lì perché avevano già molta roba simile.
Mi rimane solo di regalarli a qualche mensa dei poveri, ma alcune cose sono sicura non servano nemmeno a loro. Non è un peccato buttarli? Ma come si fa se non si trova nessuno che li voglia? Uno era perfino un bel completo giacca e gonna comprati per disperazione (non trovavo niente che mi piacesse) per un matrimonio autunnale e che non mi sono più rimessa. Alla fine almeno questo l’ho dato a mia mamma che è venuta a trovarmi, e spero che tra lei, varie zie e amiche, qualcuna che lo voglia ci sia.
Il resto dei vestiti sono ancora nella scatola e nella borsa, per terra, e contribuiscono al senso di precario e di disordine. Proverò a metterli su Ebay...

Nel frattempo che io mi dibatto con questi dilemmi del “devo buttare un po’ di cose e fare spazio”, mia mamma lo scorso weekend, prima di tornare a casa sua, mi ha comprato un tappetino da mettere in cucina davanti al lavello, anche se ne avevo già uno che andava benissimo. Così, perché le piaceva. E io adesso di quello vecchio cosa ne faccio? Mi è sembrato tanto uno spreco, un acquisto inutile… ma con mia mamma è impossibile averla vinta, lei ogni volta che vede un mercatino deve sempre per forza comprare qualcosa, “tanto costa solo 2 euro”… E poi si lamenta che l’armadio della mia (ex) camera a casa loro è ancora pieno di roba mia (perche' ci vuole mettere la sua che straborda dal suo armadio!).
Per non parlare di M. che dopo anni di lavoro freelance con guadagni zero, da relativamente poco tempo ha un contratto a tempo indeterminato e si sta togliendo vari sfizi, per lo più legati alla tecnologia e alla fotografia, oppure alla motocicletta: tutta roba "poco costosa" (ahem...) e "per nulla ingombrante" (ari-ahem...) insomma. Io sto seriamente pensando a buttare roba, e lui ha appena finito di smaltire una lista dei desideri in arretrato di anni!

Mi rendo conto che questo post non sta andando a parare da nessuna parte, ma in questo periodo mi sento davvero così, disordinata, senza un filo conduttore
Ho bisogno di tempo libero, vuoto, per riposarmi. E poi di altro tempo per sistemare tutto: vestiti, libri, documenti vari, fotografie (ma per quelle non basterebbe un mese intero), le mail che conservo sul sito del provider (ormai sono al 75% di spazio occupato, e non sono mica 200 Kb!) e perfino quelle che ho tenuto in floppy dal lontano 1999, i segnalibri del browser, cazzate lo so ma si affastellano una sull’altra e non mi fanno stare bene.
Sarà anche colpa del fatto che dormo poco in questi giorni? Mi sto già pregustando il ponte del 2-5 giugno che passerò a casa. Credo siano anni che non vado da nessuna parte quando ho più di 2 giorni di fila di vacanza. I viaggi sono un altro dei cardini della mia vita di cui voglio parlare.
Ma adesso è meglio che vada a dormire se no crollo davanti al monitor, e anche voi che leggete (per la noia di questo post!!!)

mercoledì 25 maggio 2011

Giornate in apnea

Ci sono quei periodi in cui le cose da fare si susseguono una all’altra e ti sembra di non avere neanche il tempo di respirare. Ultimamente e’ cosi’. 

Nel weekend sono venuti a trovarci i miei genitori, cosa che mi fa sempre piacere ma implica una notevole mancanza di spazi a casa. Dormono in sala, dove io e M abbiamo i nostri computer e dove c’e’ la tv, per cui non c’e’ modo di rilassarsi un po’ la sera. E di giorno abbiamo fatto mille cose: vestito e scarpe per il matrimonio di mio fratello a settembre, pulizie e sistemazione casa, spesa, e domenica un sopralluogo alla casa mezza costruita e che ora vorremmo finire e dove speriamo di andare a stare l’anno prossimo. I miei non l’avevano ancora vista e abbiamo misurato assieme i muri e immaginato come diventera’. Bei pensieri, per fortuna. Per poi andare a pranzo dai genitori di M e starci fino a cena.

Questa settimana e’ densa di cose da fare. La scadenza per consegnare il 730 si avvicina e M non riesce a trovare alcuni dati, fino all’anno scorso ha fatto tutto il commercialista e ora abbiamo qualche difficolta’ a raccapezzarci. Il mio per fortuna e’ molto piu’ facile, ma anche per consegnarlo compilato ad un CAF sto incontrando qualche problema, non ne trovo uno aperto in orari decenti (leggi prima delle 9 o dopo le 18). Il mio solito CAF ha chiuso! Poi stiamo iniziando a prendere appuntamenti con le banche per il mutuo. La mia auto ha avuto un piccolo problema. Il mio pc ha deciso di defungere lunedi’, per fortuna M mi aveva quasi approntato un nuovo pc formattando il suo vecchio (comunque piu’ nuovo del mio) e appena troviamo il tempo (!) faccio il passaggio. Meno male che i dati erano su un disco diverso da quello principale. Siamo a fine maggio e se apro il mio armadio vedo ancora tutti i maglioni di lana, mentre le felpe di cotone sono negli scatoloni: devo ancora fare il cambio dell’armadio!!! Due sere la settimana vado al corso di francese, dopo l’ufficio, e quando torno ho appena la forza di cenare. Abbiamo alcuni rifiuti tecnologici da smaltire, ma bisogna portarli di persona al punto di raccolta, e nel frattempo casa si e’ riempita di scatoloni.  Mi sono prenotata dei massaggi shiatsu di cui avevo tanto bisogno, solo uno alla settimana e gia’ mi sembra un altro paletto da aggirare. Questo sabato quindi (oltre alle pulizie di casa) mattina massaggio, pomeriggio festa di compleanno della bimba di amici, la sera penso saremo liberi e crolleremo nel letto. Domenica M e’ stato invitato ad un pranzo fuori che in altro momento sarebbe stato molto gradito ma adesso piove sulla testa come l’ennesima cosa da fare. Lui probabilmente ci andra’, io credo di rimanere a casa. Senza parlare che sono 3 settimane che vorrei vedere alcune amiche e non riesco neanche a chiamarle, che vorrei invitare a cena un amico e non ci riesco...

In tutto questo, ieri sera siamo crollati: dopo cena ci siamo sdraiati in divano davanti alla tv e ci siamo rilassati. Stiamo cosi’ poco assieme!! Ogni tanto bisogna proprio prendersi questi momenti se no si impazzisce. 

Sono giorni che penso che anche solo 4-5 anni fa la mia vita non era cosi’. Lavoravo come ora, ma la sera tornavo a casa e mi rilassavo, leggevo un libro, oppure uscivo. Uscivo spesso, anche 3-4 sere la settimana, andavo nel mio pub preferito dove ormai avevo fatto amicizia con il gestore (mio coetaneo), i ragazzi che ci lavoravano e anche parecchi dei frequentatori abituali. Quel posto era bello perche’ c’era una quantita’ inverosimile di giochi da tavolo, sia quelli “classici” sia la miriade di giochi nuovi che la maggior parte della gente non ha nemmeno idea che esistano. Facevamo partite interminabili a Puerto Rico, I Coloni di Catan e altri giochi, e se non erano le 2 di notte non si tornava a casa. Anche all’epoca frequentavo un corso di lingua, spagnolo, ma mi entusiasmava molto piu’ del francese di adesso, e dopo la lezione visto che non era lontano avevo anche la forza di andare al pub di cui sopra, perfino di mercoledi’ quando non c’era quasi nessuno, cosi’ solo per fare due chiacchiere con qualche amico. 

Allora non avevo tutte queste “cose da fare”! E’ vero che ora sono sposata, all’epoca ero single, e questo fa molta differenza. Ma la sensazione di non avere tempo per rilassarmi deriva piu’ da una serie di impegni burocratici, e da cose che mi sono scelta io. E quindi? Devo imparare a essere meno ansiosa...

Nota positiva: alla fine della prima settimana di dieta, ho perso quasi un chilo! Almeno questa volta sembra stia reggendo! :-)

martedì 17 maggio 2011

Voglio una vita piu' naturale!!!

Ieri sono passata in libreria. E’ sempre una tentazione per me ma sono riuscita ad uscirne senza aver speso un euro. Pero’ sono rimasta mezz’ora a guardare libri di fai-da-te, cucito, lavori a maglia, orto biologico, autosufficienza, autoproduzione di cibo e cose del genere.
Sento tantissimo il desiderio di una vita piu’ naturale, semplice, con le cose “fatte come una volta”, dalle mani sapienti di una mamma o una nonna. Anche nei mobili o nei vestiti, mi attirano stili un po’ country, rustici, legati alla natura.

Non so se sia solo una idealizzazione dovuta ai ricordi. Ultimamente infatti ho spesso nostalgia della mia infanzia e delle mie vacanze di bambina.
La mia famiglia si ritrovava tutta assieme nella grande casa dei nonni, assieme anche alle zie, e io mi sentivo sempre circondata di affetto. Mi piace pensare di avere avuto un’infanzia felice, con una famiglia unita e in cui si tramandavano le tradizioni. Festeggiavamo sempre tutti assieme il Natale o la Pasqua, con un bel pranzo e poi l’apertura dei regali o delle uova e a Natale c’era anche sempre la tombola o un qualche altro gioco che coinvolgeva tutti.

Mia nonna faceva gli gnocchi a mano, e noi (io, mia mamma, le zie, anche mio fratello) davamo una mano a dare forma alle palline di pasta. Le mie zie mi insegnavano a leggere e mi facevano fare tanti lavoretti creativi, mi preparavano un sacco di maglioni e vestiti fatti a mano, un sacco di torte e di cose buone. Mio nonno mi insegnava a giocare a carte, a dama, a fare le parole crociate, oppure d’estate andavamo a pescare assieme. Aiutavo a pulire alcuni alimenti (quelli più semplici), andavo nell’orto a prendere le verdure per mia nonna, andavo con mia mamma in bicicletta fino a una zona dove si potevano raccogliere le more e poi facevamo la marmellata. A settembre c’era la vendemmia e venivano un sacco di altri parenti a dare una mano, poi mi divertivo a pestare l’uva nelle botti e a bere un po’ di mosto. C’era anche il mio bisnonno, che teneva delle galline e avevamo le uova fresche tutte le mattine. D’estate avevo poi molto tempo libero e lo passavo nel cortile di questa grande casa, magari all’ombra a leggere, in pace col mondo. La sera si usciva a fare una passeggiata, e quando pioveva si stava in cucina a giocare a carte oppure a fare un puzzle.
Eravamo in un paesino tranquillo, col mare davanti ma senza turisti, fatto di case basse spesso con un piccolo orticello, con quattro negozietti in croce, dove si poteva girare da soli in bicicletta e vivere a contatto con la natura.

Ho davvero nostalgia di questa vita più tranquilla, più naturale, con ritmi più lenti e le cose fatte con pazienza. Se avremo un figlio, come spero, mi piacerebbe che crescesse allo stesso modo, con la sua famiglia vicino, compresi nonni e zii, facendo esperienza diretta della natura e delle attività tradizionali. Oltretutto questo stile di vita si accorda perfettamente con le idee di decrescita, ecologia e downshifting di cui ho gia’ parlato.

Mi chiedo pero’ se sarei davvero disposta a fare da me tutte queste cose. Al momento mi dico che il tempo non c’e’, e continuo a comprare piatti pronti al supermercato. Non ho voglia neanche di riattaccare un bottone o di passare l’aspirapolvere quando torno a casa dal lavoro. Mi dimentico di dare l’acqua all’unica piantina che abbiamo sul balcone. Come posso pensare di coltivare qualcosa in un orticello o di fare da me yoghurt, marmellate e succhi di frutta? Come posso pensare di iniziare a comprare da un GAS se il nostro consumo di verdura fresca e’ pari a un cespo di insalata e 4 pomodori alla SETTIMANA???? Si’ certo ho questa immagine ideale di me che sferruzzo e cucino e preparo detersivi casalinghi... ma sarei in grado di renderla realta’? Ho qualche dubbio...

Mi dico che devo solo essere paziente, che l’anno prossimo quando la casa di M sara’ pronta e ci trasferiremo cerchero’ un nuovo lavoro, vicino casa (fare la pendolare da laggiu’ a dove lavoro adesso sarebbe pesantissimo) e soprattutto part-time, in modo da avere piu’ tempo libero e potermi dedicare a tutte le attivita’ che adesso non riesco a fare. Sara’ una villetta con piccolo giardino in un paesino fuori citta’, un sogno rispetto il mio appartamento in mezzo ai palazzoni e al traffico. Ho gia’ in mente di fare un piccolo orto, di tenere un gatto, di invitare gli amici per pranzetti sotto un pergolato di glicine... Chissa’ se davvero riusciro’ a realizzare almeno la meta’ dei miei sogni!! O se magari mi stufero’ di avere piu’ del doppio di superficie da pulire, un giardino a cui stare dietro, senza contare il cucinare da me tutto quanto. Se anche riuscissi a trovare un lavoro part-time non so se il tempo in piu’ a mia disposizione se ne andrebbe in altre occupazioni che mi vengono piu’ spontanee, come leggere o stare al pc... Vedremo. 

Intanto ho aperto questo blog perche' vorrei che diventasse una specie di diario del mio cambiamento, per "metterci la faccia" pubblicamente e tenere memoria delle cose che faccio o che non faccio :-)

venerdì 29 aprile 2011

Lavoro e tempo

Ho talmente tante cose che vorrei scrivere che non so da dove cominciare. Quindi ho deciso che comincerò dal principio, dall’argomento su cui per primo ho iniziato a riflettere: il lavoro.
Ho un lavoro fisso, uno stipendio decente e puntualmente accreditato sul mio conto ogni mese, tutti i vantaggi di un contratto a tempo indeterminato, qualche benefit aziendale. Dovrei essere soddisfatta. E invece no.
All’inizio pensavo fosse perché il lavoro che faccio non mi piace. Poi ho provato a fare qualcosa che teoricamente mi piaceva, ma anche così dopo poche settimane ero punto e a capo, insofferente e desiderosa solo che arrivasse l’ora di tornare a casa. Ho capito che è proprio lo stare in ufficio che mi pesa, l’avere degli orari da rispettare, il fare qualcosa che non mi riguarda in prima persona. Lavoro perché ho bisogno di soldi per vivere, vendo il mio tempo.

Non credo di essere mai stata interessata a fare carriera, almeno non nel senso comune del termine: promozioni, maggiori guadagni, maggior potere. Sono interessata a fare cose che mi facciano stare bene, mi appassionino, ma non solo: sono interessata a farle solo fino a che ne ho voglia. Forse è proprio questo il problema principale, l’essere costretta a fare le cose “dalle-9-alle-18”.  Posso anche fare un lavoro che mi piace ma dopo 2 o 3 ore ho voglia di cambiare, di pensare ad altro.
“Purtroppo” (per fortuna!) ho molti interessi diversi e mi piacerebbe dedicare il mio tempo a tutti. Se tra andare al lavoro, lavorare e tornare a casa se ne vanno 11 ore della mia giornata, anche ammettendo che il lavoro corrisponda a uno dei miei interessi, non mi rimane molto tempo per gli altri.

Probabilmente sarò accusata di essere infantile, mi verrà detto che le cose si fanno anche se non piace, che non posso avere sempre tutto quello che voglio. Ma io credo che se uno ha un desiderio, purchè sia legittimo, ha anche il diritto di cercare strade per realizzarlo.
Ed è così che ho iniziato a leggere e a documentarmi, scoprendo la “nuova tendenza” del downshifting: diminuire le ore lavorate, o smettere del tutto di lavorare vivendo di risparmi e di lavoretti saltuari, avendo preventivamente diminuito anche i bisogni e quindi i soldi necessari per vivere. Questa idea di un nuovo modo di vivere è partita sicuramente da persone molto più impegnate e stressate di me: manager e dirigenti che dedicavano al lavoro anche 12 ore al giorno o più, anche i fine settimana, anche le vacanze, sempre connessi grazie alla meravigliosa tecnologia moderna. Di certo io non sono arrivata così in alto da dover scendere molto down (giù), il mio lavoro per fortuna mi permette di non dover fare quasi mai straordinari, di dimenticarmi che esiste una volta a casa, di prendere ferie senza grossi problemi. Ciononostante sento la mancanza di tempo libero.

Sento che la mia vita è una, e che ogni istante che passa non tornerà mai più. Quando sono in ufficio e stacco per un attimo gli occhi e il cervello dal monitor del computer, sento che sto letteralmente buttando il mio tempo. Sì, è vero, me lo pagano. Ma non abbastanza. Il mio tempo è limitato, magari ne ho ancora molto davanti (facciamo gli scongiuri) ma si sta pian piano esaurendo. In questo tempo limitato, preziosissimo, io ho mille cose che vorrei fare, imparare, scoprire, vedere, toccare, annusare, assaggiare, sentire. Posso lasciarmelo scappare così dalle mani? La mia risposta è NO.