giovedì 24 novembre 2011

Voglia di Natale


Negli ultimi giorni mi sono accorta di essere contenta perche’ ci stiamo avvicinando al periodo natalizio. Erano anni che non sentivo molto il “calore” delle feste, piu’ o meno da quando avevo iniziato a vivere a Roma, lontana dalla famiglia che per me e’ sempre stata inscindibile dal Natale. Negli ultimi anni avevo anche smesso di preparare il piccolo alberello e di decorare casa con quei pochi addobbi che ho nel ripostiglio. Tanto, mi dicevo, il Natale lo passo o a casa dei miei, e loro hanno l’albero grande e le decorazioni, oppure in viaggio (l’anno scorso siamo stati via 1 mese per il viaggio di nozze, saltando tutto il periodo delle feste) e allora non ha senso addobbare casa per una settimana.
Beh quest’anno mi sento diversa. Sara’ che e’ il primo Natale che io e M passiamo in casa da sposati e che festeggiamo con i suoi. Sara’ che quest’anno non faremo nessun viaggione, al massimo un paio di giorni per capodanno. Sara’ che mi sento piu’ incline alla tranquillita’, a godermi le cose quotidiane, il calore di una serata in famiglia, di una cena tra amici... Sta di fatto che ho proprio voglia dell’atmosfera natalizia che si comincia gia’ a percepire in giro.
Non amo la frenesia da acquisti che c’e’ in dicembre, quella no. Ma il resto mi piace. Una casa addobbata senza troppi eccessi, le luci per la strada, e soprattutto le piccole tradizioni di famiglia che mi tornano alla mente. Preparare l’albero e il presepe. Le mie zie che ci facevano il calendario dell’Avvento con un pacchettino al giorno da aprire. Le figure di casette immerse nella neve, di slitte e renne, che attaccavamo alle finestre. Il pranzo tutti assieme, con alla fine la tombola, e magari il pomeriggio passato a giocare a carte mangiando semi di zucca. La calza della Befana e i mandarini lasciati sul tavolo la sera prima... Tutto questo mi manca e desidero tanto poterlo ritrovare, ricostruire vivendolo stavolta non dalla parte del bambino ma da adulta che pero’ sente il calore della famiglia e delle tradizioni.
Il Natale secondo me e’ l’essenza dell’inverno, la rappresentazione di quello che questa stagione dovrebbe essere. Fuori e’ freddo e buio, ma tutto e’ ricoperto da un soffice strato di neve, ovattato. Dalle case pero’ arriva una calda luce attraverso le finestre e dalle lucine degli alberi. All’interno, le famiglie riunite al calduccio che godono nello stare assieme. Nelle strade delle citta’, il calore delle case si propaga verso l’esterno, tra i banchetti del vin brule’ e le bancarelle.
Si’ ho proprio voglia di tirare fuori dal ripostiglio quell’alberello e quegli addobbi, di andare a fare un giro per un mercatino natalizio, magari in uno di quei paesini di montagna che rendono il tutto cosi’ fiabesco (possibilmente senza la folla impazzita... illusione eh?) Ho voglia di passare del tempo la sera davanti a un caminetto (che non abbiamo, ma vabbe’... :P ) e preparare  piccoli pacchettini con oggettini magari fatti da me.
Mi sa che questo weekend inizio dall’albero :)

mercoledì 23 novembre 2011

Vestiario


Ieri sera prima della lezione di francese si chiacchierava tra compagne di corso: una di noi lavora nella moda e si stava parlando proprio di come vestirsi. Tralasciando il discorso “moda” che non condivido affatto, mi sono inserita nella discussione piu’ generale sul vestirsi in modo carino, femminile. Io sono anni che non metto un vestito o una gonna, tranne ai matrimoni. Mi piace troppo sentirmi comoda e libera di muovermi! E poi metto sempre le stesse 4-5 cose, quelle che mi stanno meglio. E non mi trucco praticamente mai, un po’ per pigrizia e un po’ perche’ non essendoci abituata finirei per impiastricciarmi gli occhi la prima volta che me li strofino (cosa che faccio spessissimo).
Le reazioni delle altre ragazze sono state abbastanza unanimi: ma come?? Non ti piace sentirti carina? Mica per i ragazzi, ma per te stessa!

Beh... in effetti non me ne frega un granche’... almeno credo. Ma mi hanno fatto venire il dubbio. Perche’ io un periodo in cui mi sono “vestita carina” ce l’ho avuto, ai tempi dell’universita’. Avevo vari vestitini, minigonne, camicette e maglioncini femminili, scarpe e stivali tacchettosi, e mi truccavo!! Non per andare all’universita’ magari, ma per uscire la sera si’, sempre. E devo ammettere che mi piaceva, mi sentivo ammirata e femminile. Poi non so cosa sia cambiato, sara’ che ho preso quei 6-7 chili in piu’, sara’ che in ufficio non c’era nessun ragazzo interessante (beh ormai sono accasata quindi non ci penso nemmeno piu' a fare la "carina" in giro :D ), sara’ che sono per natura molto spontanea (e un po’ imbranata) nei movimenti per cui sto sicuramente piu’ comoda in pantaloni... Boh.

Fatto sta che ho un armadio pieno di vestiti, camicette, gonne etc che non metto mai (di cui il 99% non mi entrano ovviamente piu’) e poi ho 2-3 paia di pantaloni e jeans che sono ormai lisi ma continuo a mettere tutti i giorni. Ho pochissima voglia di andare a comprarne altri perche’ sono “grassa” e la 46 e’ gia’ vista come “taglia forte” (sempre che ci entri ancora nella 46...) e poi io odio fare shopping, girare per negozi, spogliarmi e rivestirmi mille volte senza trovare niente che mi piaccia e mi vada bene. I jeans ormai sono tutti attillatissimi e a vita bassa, che fastidio!! E poi siccome odio gli sprechi, mi dico sempre “ma ho tantissima roba in armadio, basta che dimagrisca 2-3 chili e ho almeno una decina di pantaloni da mettermi!”. Ovviamente quei 2-3 chili sono sempre la’ e dubito che li faro’ sparire almeno per quest’inverno. Mi sa che mi devo rassegnare e comprarmi qualcosa di nuovo, almeno come pantaloni! :P  Quanto a gonne e vestitini, se prima non butto giu’ un po’ di pancia non me li metto di certo, ma questo e’ un altro discorso che al momento non ho nessuna voglia di affrontare... w la pigrizia! :)

Sono contenta che tra due settimane andro’ per qualche giorno in Veneto dai miei, stavolta senza il maritino (che deve lavorare). Penso che girando con mia mamma sara’ impossibile non fare acquisti! E poi devo ammettere che non vedo l’ora di avere un paio di giornate da dedicare interamente a buttare un sacco di roba inutile che ho lasciato nella mia vecchia cameretta da ormai 11 anni, direi che e’ tempo di fare ordine. Mi ha preso davvero tanto la voglia di ripulire casa dalle cose inutili, e’ diventato quasi un passatempo serale, apro un cassetto e trovo qualche oggetto di cui nemmeno ricordavo l’esistenza, e via nella pila della roba da rivendere / donare / buttare! Da’ una certa soddisfazione! Sono sicura che non arrivero’ mai ad avere una casa definibile davvero “minimalista”, e nemmeno lo voglio: quelle immagini patinate di saloni immensi dove ci sono solo un divano bianco e un tavolino, con le pareti spoglie di tutto, non sono decisamente il mio stile! Ma avere un po’ meno di casino per casa, quello decisamente si’!!! :)

lunedì 7 novembre 2011

Come far uscire di casa gli oggetti indesiderati

Che bello! Questo weekend mi sono proprio divertita a fare ordine!
Ho ripreso in mano alcuni oggetti che avevo gia’ individuato come “da eliminare” e ne ho trovati altri, ho messo qualche annuncio (un paio su Ebay e il resto su Freecycle) e incredibilmente dopo 24 ore ho gia’ (forse) piazzato un paio di cose! Non pensavo che quella lampada potesse interessare a qualcuno, rovinata e non funzionante, ma una ragazza la vuole  0__0 beh sono contenta se la cosa va a buon fine, una cosa in meno nella discarica!!
Avevo anche risposto ad un annuncio di una persona che cercava una chitarra classica, volevo darle la mia, ma ne aveva gia’ trovata una, in meno di 24 ore. Questo Freecycle e’ veramente valido!!
Alcune cose le ho “rifilate” telefonicamente ai miei, la prima volta che vado su in Veneto gliele porto. Ho millemila cose a casa che non uso mai e non mi servono piu’, non vedo l’ora di liberarmi di queste inutilita’ e fare un po’ di spazio e ordine in casa, sulle mensole, negli armadi. Mi diverto proprio! :) Penso che iniziero’ una lista delle cose che ho eliminato, mi piace scrivere liste.
Per l’appunto, vorrei scriverne una con tutti i possibili metodi per liberarmi di oggetti indesiderati. L'idea me l'ha data elle di Minimoblog, che ci ha fatto addirittura due post molto piu' interessanti del mio che e' solo una lista... Andate a leggerli!! Intanto ecco qui la mia lista, se vi viene in mente altro ditelo che lo aggiungo!

Per rivenderli
Ebay classico: non mi piace molto, bisogna star dietro alle aste, metter su un sistema per venire pagati, andare in posta a spedire l’oggetto... troppa fatica! :P
Ebay annunci o altri siti di annunci locali (a Roma c’e’ Porta Portese ad esempio): molto meglio delle classiche aste, ci si incontra col compratore e lo scambio soldi-oggetto avviene in un attimo. Se si tratta di oggetti particolari, relativi ad un hobby ad esempio, anche annunci su forum dedicati possono essere ottimi (esempi: attrezzatura fotografica, informatica etc).
Negozi / mercatini dell’usato: se penso che un oggetto abbia un minimo di valore e voglio ricavarci qualcosa, questo metodo non e’ gran che visto che meta’ del ricavato rimane al negozio. Ovviamente non sto eliminando oggetti per guadagnarci sopra ma a volte puo’ capitare. Quindi prima provo gli annunci e poi se fallisce porto la roba al Mercatino.
Banchetti propri, stile “garage sale” americana: in Italia una cosa del genere si puo’ fare? Esistono mercatini dell’usato dove chiunque puo’ mettersi’ la’ con un proprio banchetto e vendere? Ai tempi dell’universita’ ho fatto volontariato con Mani Tese, una delle attivita’ era proprio raccattare oggetti che la gente non voleva piu’, svuotare cantine etc, e poi periodicamente mettevamo un banchetto in centro (autorizzati ovviamente) e vendevamo ad offerta libera. Il ricavato andava a finanziare i micro-progetti di Mani Tese. Era divertente e si ricavava abbastanza, si riuscivano a vendere certe cose... Non avete idea di quante volte mi sono stupita di come certe persone comprassero roba davvero obbrobriosa, statuette di ceramica, soprammobili e cose simili. Devo mettermi in contatto con Mani Tese qui a Roma!! Ma questo va nella sezione sotto :P

Per regalarli
Siti di annunci come Freecycle e ZeroRelativo: per ora (esperienza appena iniziata) mi sembra un sistema ottimo!
Organizzazioni che ritirano (specie vestiti) e danno ai poveri: qui sono un po’ poco ferrata specie su Roma. In genere le parrocchie sanno dare indicazioni, quando non raccolgono loro stesse. A Roma so che c’e’ la Comunita’ di Sant’Egidio ma non sono ancora riuscita a contattarli. Ieri su Facebook scrivevo che voglio liberarmi di decine di mini-saponette (ancora sigillate) prese negli hotel e che non usero’ mai, mi hanno suggerito di donarli a scuole o mense Caritas o simili, ma non saprei da dove cominciare, voi avete qualche idea? Inoltre penso che contattero’ la sezione romana di Mani Tese per vedere se loro fanno dei mercatini di beneficenza qui.
Serate con amici a casa in cui si mette a disposizione tutto quello che si vuole dar via e chi vuole se lo prende. Questo non so se funzionerebbe, ma magari quando recupero abbastanza roba “presentabile” agli amici posso provare. Gli swap party sono simili ma prevedono che tutti portino qualcosa e ci si scambiano oggetti. Non so se qualcuno dei miei amici sarebbe interessato...
Rifilare le cose a parenti o amici che sappiamo potrebbero essere interessati: metodo veloce e a botta quasi sicura, in questo modo ieri mi sono liberata di una boccetta di talco profumato “stilosa” che non usero’ mai. Mia mamma e’ stata ben contenta di dirmi di si’, devo solo aspettare qualche settimana per portargliela (e nel frattempo sicuramente trovo qualcos’altro da darle!! :P)
Riciclare alcune cose come regali (Natale, compleanni etc). Se non e’ troppo evidente che sono “riciclati” e’ una cosa che ho gia’ fatto varie volte. In particolare, tutta quella serie di candeline, statuine, scatoline, decorazioni e simili che a Natale ti ritrovi in regalo da chi non ha avuto la fantasia di cercare una cosa adatta a te. Io di solito ci attacco un post-it col nome di chi me l’ha regalato e l’anno dopo lo ri-regalo a qualcuno di diverso (che non conosca il donatore precedente ovviamente!). Per fortuna ultimamente lo scambio di regali natalizi “di convenienza” e’ drasticamente diminuito, le poche persone a cui faccio e da cui ricevo sono quelle a cui tengo davvero e di solito ci facciamo regali utili (con genitori, fratelli e zii ormai andiamo di soldi...). Mia mamma in compenso ha molte conoscenti che le regalano queste cosettine inutili, e ogni anno se mi serve un regalino “stupido” so di poter attingere alla sua collezione, ehehe :P
Altre cose che si adattano bene a questi scambi sono saponette, bagnischiuma, quadretti, soprammobili etc. Un po’ piu’ difficile ri-regalare dei souvenir portati da altri (quelli che mi sono comprata da sola mi piace tenerli, per ora!), perche’ devi prima andare nel paese da cui provengono :P

Ultima spiagga e’ il cassonetto, o il punto di raccolta se si tratta di rifiuti speciali, ma questo spero sia veramente un numero ridotto di cose.

Avete altri suggerimenti su come liberarsi delle cose “prescelte”? Grazie!!

venerdì 21 ottobre 2011

Decluttering a modo mio


Ultimamente mi sto leggendo vari blog e siti che parlano di minimalismo e decluttering. L’argomento mi attira, sento proprio la voglia di liberarmi di un bel po’ di roba che ho a casa e che occupa solo spazio senza avere nessuna utilita’. Penso che questa voglia sia nata prima ancora di aver mai sentito la parola decluttering, con il matrimonio e il conseguente trasloco di M a casa mia. In una casa (65 mq, non piccola per una persona sola) che per anni avevo avuto a mia totale disposizione e riempito in ogni angolo e quasi traboccava, all’improvviso c’e’ stato un “travaso di massa” che non siamo ancora riusciti a digerire dopo piu’ di un anno. 

Se riusciamo a mandare avanti ‘sta benedetta pratica (permesso di costruire, mutuo etc) l’anno prossimo dovremmo avere una casa grande il doppio se non piu’, dove finalmente potremo trovare lo spazio per mettere tutta la nostra roba. Ma proprio per questo vorrei riuscire a buttare le cose inutili prima di traslocare, perche’ poi in uno spazio piu’ grande ci entrerebbero e forse non mi sognerei piu’ di sistemarle, invece io le vorrei proprio eliminare. E lo stesso voglio fare con tutta la roba che e’ rimasta dai miei in Veneto, e che giustamente vorrebbero che mi portassi finalmente via, dopo “solo” 12 anni (ehm... :P ) 

Non ho intenzione di fare del decluttering una attivita’ quotidiana o di darmi degli “appuntamenti fissi”, quando mi va lo faccio, ma visto che in questo periodo mi va parecchio spero di riuscire a raggiungere qualche risultato.  

Man mano che leggo di minimalismo mi rendo conto pero’ che, com’e’ giusto che sia, mi faro’ sicuramente la mia “versione personale” di decluttering. Ci sono cose che vengono sistematicamente nominate da tutti i “declutterers” (argh che parola del cavolo, ma non c’e’ un termine italiano per decluttering?) ma che io non ho alcuna intenzione di buttare.

Ad esempio, alcune riviste a cui sono tuttora abbonata o che compro abbastanza regolarmente: National Geographic, Meridiani (quello che ogni mese parla di un paese / regione / citta’ diversa) e Itinerari e Luoghi, una rivistina di viaggi che mi ha fatto scoprire M e che apprezzo tantissimo per il taglio minimal (dimensioni e prezzo) e per l’attenzione a luoghi italiani cosiddetti minori, a tipi di viaggio piu’ sostenibili come il trekking o la bicicletta, ad attivita’ a contatto con la natura e gli animali. Ecco, queste cose io me le voglio tenere e le continuero’ a comprare. Cosi’ come mi tengo tutte le guide di viaggio che ho accumulato negli anni, e i libri fotografici che mi fanno sognare paesaggi, luoghi e popoli lontani, e anche questi (specie le prime) continueranno ad entrare in casa mia.
Tutte queste cose occupano spazio, certo. Ma per me non sono “clutter”, spesso le uso per programmare viaggi, o quando riguardo le vecchie foto e le sistemo preparando i racconti di viaggio, e soprattutto sono parte della mia enorme passione per i viaggi che posso tranquillamente definire il filo conduttore della mia vita.

E voi, avete un ambito della vostra vita in cui dite “no, questa roba non ho proprio intenzione di buttarla”?

lunedì 17 ottobre 2011

Paura di perderlo


Ieri ho capito di avere una fottutissima paura di perdere M. E’ la prima volta in vita mia che mi sento cosi’, o almeno la prima volta negli ultimi 11 anni, da quando vivo a Roma. Prima che ci fosse lui, ero una persona di compagnia sicuramente piu’ di adesso ma non avevo legami forti. Stavo benissimo anche da sola, mi godevo la mia liberta’ assoluta, la mia indipendenza. La mia felicita’ non dipendeva da nessuno.

Ora e’ del tutto diverso. Ieri quando M ha detto che aveva voglia di farsi un giro in moto da solo per una volta, io ho avuto paura che gli succedesse qualcosa. Non so perche’ se ci sono anche io in moto con lui non ho la stessa paura, forse perche’ almeno succederebbe anche a me...
La tentazione di chiedergli di non andare e’ stata forte, all’inizio gli ho fatto capire che mi dispiaceva lo facesse. Poi mi sono resa conto della cavolata, lui aveva davvero voglia di andare, a breve e’ inverno, le strade di montagna verranno chiuse e questa giornata poteva essere l’ultima occasione per un bel po’ di tempo. E cosi’ ho insistito che andasse, e lui l’ha fatto anche se sentiva che non ero del tutto serena, anche se gli ho fatto mille raccomandazioni stile mamma chioccia, e poi durante il giorno ogni tanto mi tornava la preoccupazione e lui mi ha chiamato per dirmi che gli mancava il passeggero sulla sella.
E’ tornato la sera tutto contento come un bimbo dopo una giornata di giochi al parco. Sono tanto felice di non avergli impedito questa cosa, lo so che sembra stupido dirlo, che e’ ovvio che in una coppia ciascuno dei due abbia anche una sua vita “da solo”, delle attivita’ slegate dalla presenza dell’altro, e noi ne abbiamo ovviamente.

Ma davvero io ho una enorme, incredibile paura di perdere il mio dolcissimo M. Dopo tanti anni da sola e’ arrivata questa felicita’ assoluta, irreale, la persona perfetta per me come io lo sono per lui, siamo anime gemelle e lo sentiamo, ci amiamo tantissimo e siamo sempre piu’ innamorati ogni giorno che passa da 3 anni a questa parte... e mi sembra quasi impossibile che possa durare tanto, ho paura paura paura paura...

Lo so che dovrei assaporare la felicita’ e non pensare a se e quando finira’, magari vivremo assieme fino a 100 anni, ma e’ piu’ forte di me: ogni volta che lui parte per un viaggio di lavoro di 700 km in macchina, ogni volta che fa qualche km in moto da solo, ogni volta che prende un volo aereo, sono sempre piu’ sollevata quando leggo il suo sms che e’ arrivato. Magari non ci penso consciamente ma dentro di me la preoccupazione c’e’ per tutto il tempo che lui viaggia da solo.
Tutto questo e’ normale o sono io che non sono abituata a “dipendere” emotivamente da qualcuno? La felicita’ puo’ durare davvero anni e anni e anni in questo modo? Io spero tanto di si’...

Weekend produttivo


Bel weekend, davvero. Denso di cose fatte, di piccoli progressi in varie direzioni.

Ho raccattato tra le cose che mi sono capitate davanti (quindi senza una ricerca apposita) alcuni oggetti di cui mi voglio disfare. Ora pero’ mi sto chiedendo se valga la pena provare a venderli o regalarli, o se siano semplicemente da buttare. Una abat-jour anni 70 dei miei genitori, veramente orrenda, con la base in metallo rovinata e che al momento non funziona, potra’ mai interessare a qualcuno? E una trentina di mini-album portafoto di quelli da 36 foto che ti regalavano quando sviluppavi un rullino? Alcuni sono nuovi nuovi. E un porta-tv girevole (tipo un piatto di plastica nera) per tv a tubo catodico medio-piccole? Residuati di tecnologie precedenti... In ogni caso non li voglio piu’ a casa mia, e vorrei liberarmene abbastanza in fretta. Quasi quasi li butto.

Sono andata alla seconda di tre sedute di massaggi comprate scontate, ho provato l’ayurvedico e l’operatrice, diversa da quella dell’altra volta, mi ha sgamato subito: colon irritato, molto gonfio, ne soffri vero? Come no!! Sono mesi che non riesco a uscire da questa situazione! Mi ha consigliato una marca specifica di fermenti lattici, piu’ uno sciroppo di papaya. Provero’ anche questa, ma mi sa che sarebbe meglio se iniziassi a mangiare in modo piu’ sano. :P

Sabato sera siamo stati invitati a cena, barbecue in campagna (cenando al chiuso pero’, mamma che freddo fuori!!): bruschette aglio e olio o pomodorini, chili di ottima carne condita benissimo, melanzane e zucchine dell’orto, e uno stupendo strudel fatto con frutta varia e mandorle caramellate. Siamo tornati a casa che scoppiavamo!! E siamo stati molto bene anche con le persone presenti, anche se solo un paio sono amici di M che conosco da poco e gli altri non li conoscevamo proprio.

E ieri come desideravo sono rimasta a casa tutto il giorno senza mai mettere il naso fuori, finalmente! Mentre M si faceva il suo agognato giro in moto verso le montagne abruzzesi a scattare foto in quantita’ (bellissima giornata ma freddddddddddddaaaa!!) io mi sono piazzata davanti al pc e ho fatto moltissimi progressi con il lavoro di sistemazione foto e racconti di viaggio. Intervallati da rilassanti mezz’ore passate a leggere uno dei tanti libri che mi aspettano sul comodino (ne avevo iniziati 3 in contemporanea ma ho deciso di continuarli uno alla volta).

Tutto perfetto, tranne una cosa che mi ha chiuso un po’ lo stomaco ieri. Ma magari ne parlo in un altro post.

venerdì 14 ottobre 2011

Attivita' varie, anche troppe!


Ieri sera seconda lezione del secondo corso di francese. Arrivare da dietro il Pantheon con la luce che iniziava a calare e’ stato stupendo. Martedi’ prossimo devo proprio portarmi la macchina fotografica. Io adoro quella piazza, ma da dove sono arrivata ieri non l’avevo mai vista cosi’. Il Pantheon “schiacciato” dalla prospettiva sull’obelisco e sui palazzi di fronte, con le luci serali che si erano gia’ accese e ancora un po’ di luce del sole ormai tramontato, nella fantastica “ora blu”... peccato che martedi’ prossimo a quell’ora sara’ forse gia’ tardi, le giornate si accorciano in fretta ormai. Vedremo.
Poi alla lezione ho anche avuto una specie di “epifania”: sto iniziando a parlare davvero il francese. Male, ovviamente, ma sto iniziando a formulare le frasi in modo meno meccanico. E’ un processo che conosco, l’ho gia’ vissuto e mi fa sentire viva, capace. Ripenso alle esperienze precedenti, l’ultima con lo spagnolo, misuro i miei progressi attuali, e mi dico “dai che sei sulla strada giusta”. Io amo tantissimo le lingue, e quando inizio a sentire che ingrano mi viene voglia di parlarle per ore. Avrei fermato per strada quei turisti francesi incrociati mentre tornavo a casa, non fossi stata un po’ affamata e con marito che gentilmente mi aspettava per cenare. :P

Cambiando completamente discorso, sarei curiosa di sentire come sono organizzate le vostre serate dei giorni infrasettimanali, dopo che tornate dal lavoro. Cosa fate, quali attivita’ o non-attivita’? Quanto tempo dedicate alla casa o a compiti “obbligatori” e quanto a voi stessi/e?
Perche’ ultimamente mi sono accorta che da quello che faccio la sera dipende tantissimo il mio umore generale. Se mi sembra di “non aver combinato niente” per alcuni giorni di fila divento impaziente e sbuffo di continuo, non vedo l’ora che arrivi il weekend per avere tempo di fare qualcosa. Se vado a letto troppo tardi piu’ sere di fila, come prevedibile mi sento stanchissima. Purtroppo non sempre riesco ad assecondare almeno una delle mie opposte nature di pigra e di iperattiva, e a volte finisco per andare a letto tardi senza aver combinato niente, la cosa peggiore!!!

Quindi ecco la mia routine serale: di solito (se non ho attivita’ programmate come le lezioni di francese) torno a casa tra le 6 e le 7. Dedico mezz’ora al massimo alle faccende di casa, ma solo se sono davvero improrogabili (tipo: se non ho piu’ niente da mettermi mi tocca proprio fare la lavatrice). Eliminati gli “obblighi” mi rilasso e leggo qualcosina. Fino a poco tempo fa accendevo quasi subito il pc, ma ora mi sono resa conto che spesso non mi va e non lo faccio. Quando torna M. pensiamo alla cena, ma visto il nostro amore per la cucina pari a zero improvvisiamo sempre in 5 minuti una cosa da mangiare rapidamente (quasi sempre roba che non serve cucinare o quasi, e spesso niente di sano). I piatti rimangono da lavare per alcuni giorni, fino a che abbiamo finito la scorta di piatti puliti... 

E si fanno le 9, e fino ad ora di solito ho la sensazione di non aver “combinato” niente. Ora ho del tempo per me, per quello che mi va, e che mi fa sentire di aver vissuto bene la serata. A volte scelgo di riposarmi e basta: leggo un bel libro o meglio ancora, con M stiamo un po’ insieme sul divano anche solo a parlare. A volte passo anche un’ora al telefono, e per quanto mi faccia piacere sentire i miei cari lontani mi sembra spesso di aver usato troppo tempo per questo. A volte accendo il pc con l’intenzione di fare qualcosa di “produttivo”, scrivere il diario dell’ultimo viaggio o sistemare un po’ di foto. Pero’ qui mi perdo spesso: sto almeno mezz’ora su Facebook, leggo forum e blog, e poi mi impigrisco e mi metto a giocare al solitario. Allora sarebbe meglio andare a dormire, almeno riposerei... ma capita come ieri sera che mi intestardisco e penso “voglio fare queste 10 foto” ma tra una e l’altra faccio per mezz’ora il solitario... Oppure M si mette a guardare la tv: le sole cose che guarda sono dibattiti politici in cui fanno a gara a chi urla piu’ forte, io li odio, odio le persone che gridano e si parlano sopra una con l’altra! E poi mi distraggono e riesco a combinare ancora meno al pc (pc e tv sono nella stessa stanza). 
Insomma a volte finisco per andare a dormire all’una, senza aver finito le foto o il racconto e senza concedermi il riposo che mi serve. Se poi questo succede quando il giorno dopo non posso alzarmi con calma (avendo orario flessibile in ufficio di solito posso anche dormire mezz’ora in piu’ se mi va) ma ho un impegno da rispettare, mi stanco doppiamente.
Dimenticavo: come ultima cosa della serata, anche se vado a letto all’una, leggo almeno qualche pagina. Devo essere davvero distrutta per non farlo.
Le sere in cui vado a francese, cambia poco, se non che arrivo a casa alle 21 passate, ceniamo e poi c’e’ il tempo “libero” (in cui devo inserire anche eventuali improrogabilissime faccende domestiche).

Questa e’ la realta’, e non e’ nemmeno tanto male a dire il vero. Riesco a conciliare abbastanza spesso alcune mie passioni come la lettura, le lingue, i viaggi (beh, da casa solo raccontati) e le foto, con il piacere di stare con mio marito, di sentire genitori e amici e, le volte che non esagero, anche con il riposo. Idealmente vorrei pero’ riuscire ad essere piu’ concentrata quando accendo il pc, fare subito quello che mi sono proposta di fare (una giornata di diario di viaggio, o un tot di foto) in modo da poter spegnere e andare a dormire o fare altro.

Anche perche’ ci sarebbe almeno un’altra cosetta per cui mi piacerebbe trovare spazio nelle mie serate: riordinare un pochino alla volta il mio armadio, i miei cassetti, le mie librerie. Ormai da mesi mi sono resa conto che in casa ho troppa roba e che per il 90% non la uso. Voglio liberare spazio, magari ricavare qualche soldo vendendo cose ancora utilizzabili, o donarle in beneficienza, il tutto anche in vista del trasloco dell’anno prossimo nonche’ di una casa con meno cose da pulire e meno “pugni in un occhio” visivi.
Ne avrei altre, di cose che vorrei fare, ma ho capito che non e’ nemmeno il caso di pensarci per ora, perche’ sarebbe come mettere troppa carne al fuoco. Sono molto piu’ rilassata ora che non ho piu’ una lista infinita di “vorrei” che non riuscivo comunque mai a realizzare. Una cosa alla volta, per ora francese e riordinare casa, che sono gia’ due bei “mattoni”. :-) (senza contare le foto e la lettura...)

Ma mi spiegate come si fa a inserire in questa routine, in cui a fatica faccio entrare solo alcune delle cose che mi PIACE fare, anche alcune cose che NON mi piace fare ma che sempre piu’ sento necessarie per la mia salute? Non mi va proprio di sottrarre tempo a quello che amo per mettermi a cucinare o a fare sport, ma ne sento il bisogno. Probabilmente questo bisogno non e’ ancora cosi’ forte da arrivare a diventare una vera necessita’, una cosa di cui non posso fare a meno, altrimenti la farei gia’, ma ci si sta avvicinando. Mi sento sempre meno in sintonia col mio corpo.
Un paio di considerazioni:
- cucina:  in realta’ mi rendo conto che preparare una cena decente non porta nemmeno via molto tempo, e’ piu’ un problema di pigrizia. A volte mi dico che se avessi piu’ tempo libero, tipo se lavorassi part time, ne dedicherei un po’ alla cucina. Ma mi sa che sono balle che mi auto-racconto.
- sport: finora l’unico modo in cui sono riuscita a fare regolarmente attivita’ fisica e’ stato andare in palestra con appuntamenti fissi, ma non posso pensare di fare cosi’ adesso, ho gia’ francese e 2 sere la settimana occupate va bene, di piu’ non mi va. Qualcuno mi ha suggerito di andare in palestra la mattina, io ho pensato di fare di corsa la strada da casa al lavoro (7 km) o almeno meta’ (poi autobus), o di correre vicino l’ufficio in pausa pranzo. Ma la vedo difficile, non ho molta fiducia in me stessa in questo ambito, mi pesa molto muovermi.
Insomma per ora mi barcameno tra le varie ipotesi senza prendere decisioni, sperando che nel frattempo qualcuno scopra la sostanza miracolosa che fa dimagrire senza fare sport ne’ diete :P :P :P  Mamma quanto sono piiiiiiigraaaa!!!

Uhm bel post lungo stavolta. Ogni tanto ci vuole :)

domenica 9 ottobre 2011

Piccole soddisfazioni

Oggi ho avuto i suoceri a pranzo. Pomeriggio piacevole a guardare le foto del nostro ultimo viaggio. Effetto collaterale graditissimo: abbiamo finalmente una casa almeno un po' ordinata!! (per essere presentabile ai suoceri l'abbiamo dovuta sistemare stamattina).
Per di più sono riuscita a vendere su Ebay un casco che non avevo mai usato, una cosa in meno in casa e perfino due soldi (ma proprio due) guadagnati.
Son soddisfazioni! ;)

venerdì 23 settembre 2011

Vita normale

E’ un pezzo che non scrivo sul blog, un mese ormai. Cosa e’ successo in questo mese? Niente di eccezionale, la vita normale di tutti i giorni. Un paio di weekend lunghi fuori, un altro paio a casa a riposare e sistemare un po’ di cose. Due progetti da seguire contemporaneamente sul lavoro, io che sono decisamente poco multitasking, ma ci sono riuscita facendo anche un po’ di straordinari, cosa per me davvero rara. Un viaggetto di lavoro di due giorni a Francoforte. Un fratello che si e’ sposato (emozionante e bellissimo!). Qualche cena con amici. Un marito che sta cercando un nuovo lavoro perche’ non ne puo’ piu’ di fare trasferte di 3-4 giorni la settimana a 700 km di distanza in auto (in pratica non ci vediamo mai). Le pratiche per finire di costruire casa che non vanno avanti fino a che non ci si vede con l’architetto (lunedi’ prossimo). Il dentista. Qualche libro nuovo acquistato e gia’ meta’ letti. E’ di ieri l’iscrizione al corso di francese, livello successivo a quello fatto la scorsa primavera, inizio l’11 ottobre. Sto pensando di iscrivermi anche in palestra, non a qualche corso specifico ma alla sala libera, cosi’ almeno qualche volta mi riesce di fare attivita’ fisica (mi sento proprio male con questi 5-6 kg di troppo addosso).

In tutto questo, il tempo dedicato alla rete e’ stato veramente poco, giusto un leggere le cose che mi interessavano di piu’, solo se e quando non avevo niente altro da fare. Ma la vita virtuale e’ passata decisamente in secondo piano. Semplicemente ho preferito dedicarmi a quello che di concreto ho attorno. Persone, oggetti. Fare, sentire, toccare, non scrivere. Il computer di casa e’ rimasto spesso spento, la sera dopo l’ufficio, quando invece fino a poche settimane fa ero abituata ad tornare a casa e accenderlo. Dopo 8-9 ore passate davanti ad uno schermo in ufficio (dove per di piu’ non ho avuto molto tempo per il cazzeggio ultimamente), non ho piu’ voglia di farlo anche la sera. Ho voglia di riposarmi, fare due chiacchiere, leggere un libro, mangiare qualcosa di buono (peccato che non mi sia venuta anche la voglia di cucinare!! :P), vedere qualche amico.

Ho ancora “tante cose da fare”. Ma per fortuna non mi sento soverchiata. Le faccio, una alla volta, a seconda della priorita’. Le altre aspettano. Non ho tempo (e nemmeno tanta voglia) di sistemare le foto? Amen. Prima o poi lo faro’, un po’ alla volta.
Molto (ma davvero molto) stranamente, non mi pesa nemmeno il fatto di non sapere che cosa faremo nei prossimi ponti dei morti e dell’Immacolata, e nemmeno a capodanno. A dire la verita’, ho proprio voglia di passare almeno uno dei due ponti a Roma, a rilassarmi, stare con M, fare qualche passeggiata in centro, vedere amici, sistemare casa. Sara’ l’eta’ che avanza? :P Sto cambiando le mie priorita’? Ho voglia di famiglia e calore, di concretezza e di tranquillita’. E le sto avendo.

Non so se e’ un periodo particolare o una cosa destinata a rimanere, ma intanto me la godo per come e’. :)

martedì 23 agosto 2011

Rientrando dal viaggio


Sono tornata!! Ormai sono in ufficio gia’ da ieri.

Il viaggio, come previsto, e’ stato piu’ semplice di quello che all’inizio temevo, e anche questi paesi un po’ diffiicili mi sono diventati ora piu’ “amichevoli” a vedersi. E’ stato faticoso viaggiare con la moto a pieno carico su strade spesso ridotte male, ma ce la siamo cavata egregiamente. Vedere come vive la gente anche solo 3000 km piu’ a est di noi fa sempre il suo effetto. Insomma un viaggio “pesante” come pensavamo ma interessante e bello, anche se non abbiamo visto meraviglie da lasciare a bocca aperta.
Credo pero’ che la prossima volta che avremo ferie un po’ lunghe (almeno una settimana) faremo una vacanza almeno in parte rilassante. Dopo quasi 10 anni dall’ultima vera vacanza (intesa come relax e niente altro) ne sento il bisogno. Sara’ l’eta’ che avanza? :P

Il ritorno e’ sempre piacevole, almeno i primi giorni. Sara’ che settembre lo sento come l’inizio di un nuovo anno, piu’ ancora che gennaio. Imprinting dovuto a anni e anni di scuola, eheheh.
Mi piace rivedere amici che tra vacanze loro e vacanze mie non vedo da un mese o piu’. Mi piace ritrovare le piccole abitudini quotidiane, i biscotti al mattino, il mio letto, l’accappatoio morbido dopo la doccia... Mi piace tornare a mangiare una pizza o un piatto di pasta dopo 2 settimane :-) e anche la Nutella :-P

Anche se fa ancora un caldo allucinante (santa aria condizionata dell’ufficio, a casa ci salviamo giusto in camera col ventilatore a pale da soffitto!) mi sento gia’ proiettata in autunno, la mia stagione preferita dopo la primavera. Temperature piu’ gradevoli, giornate ancora lunghette, la natura che cambia colori, arrivano fichi, uva, piu’ avanti le castagne... Qualche giornata di pioggia da starsene sdraiati sul divano a leggere un libro, qualche domenica da passare in casa con gli amici... E qualche progettino per l’”anno nuovo”! Mi iscrivero’ al prossimo livello di francese, che dovrebbe iniziare in ottobre (prima pero’ urge ripasso generale del corso passato!). E soprattutto abbiamo da pensare alla casa!! Inizialmente ci sono cose meno “creative” da fare, tipo tutta la parte burocratica (permesso di costruire etc) e impianti vari, infissi etc. Ma poi verra’  la parte piu’ divertente, la scelta dei colori, dei pavimenti, delle piastrelle, dei sanitari, e infine dei mobili! Non vedo l’ora di iniziare ad arredare la nostra nuova casetta!! :-D

Direi che e’ un bel modo di rientrare alla vita di tutti i giorni, anche se so gia’ che tra qualche giorno la monotonia del lavoro mi iniziera’ a dare fastidio. Proprio mentre tornavamo in moto, sabato, avevo in testa una strofa della canzone di Umberto Tozzi “Gente di mare”: 

“gente che muore di nostalgia, 
ma quando torna dopo un giorno muore per la voglia di andare via”. 

Ecco, mi ci ritrovo abbastanza. Amo viaggiare, scoprire posti nuovi, culture e persone. Dopo un po’ pero’ sono contenta di tornare, e mi godo un pochino la mia vita di tutti i giorni. Ma basta che passino una o due settimane ed ecco che sono gia’ li’ a progettare altri viaggi, a sognare altri posti.
Per adesso pero’ assaporo la contentezza del ritorno a casa :-)

venerdì 5 agosto 2011

lunedì 1 agosto 2011

Sentire come normali le cose (i viaggi) che sembravano difficili


Ci sono cose che subito prima di farle ci mettono addosso un po’ di preoccupazione. Ci sembrano difficili o incredibili, irraggiungibili.
Mi e’ successo la prima volta di provare con forza questa sensazione il giorno prima di partire per il mio anno di studi in Giappone. Non era tanto (o non era solo) il fatto di andare a vivere all’estero da sola per un anno. La cosa che piu’ mi sembrava pazzesca era che io in quel momento mi trovavo a casa mia, vicino Venezia, con i miei genitori, e il giorno dopo sarei invece stata a Tokyo. Mi chiedevo: ma davvero domani a quest’ora saro’ dall’altra parte del mondo? Mi sembrava impossibile. Invece ci sono arrivata sul serio, e poi ci ho vissuto un anno, e poi l’anno dopo ci sono anche tornata. Gli orizzonti della mia vita si sono allargati e ora considero “normale” il fatto di volare dall’altro lato del pianeta.

Poi mi e’ successo di nuovo quando ho iniziato a viaggiare da sola per turismo. Volevo la mia liberta’, partire quando volevo, per dove volevo, rimanerci quanto volevo. Pero’ all’inizio avevo un po’ di timore a contattare gente del posto per farmi ospitare, oppure a dormire in ostello assieme a sconosciuti. Ma ho scoperto in fretta che mi piaceva un sacco e non era affatto difficile.

E’ successo ancora quando sono partita da sola per la Patagonia: sull’aereo che mi portava a Buenos Aires mi chiedevo se non fossi stata un po’ troppo incosciente stavolta, a fare un viaggio da sola cosi’ lontano, girando con i bus e programmando anche vari trekking da sola. Al ritorno ero invece entusiasta per essere riuscita a fare tutti i trekking (non ero affatto allenata) e per aver visto dei posti magnifici, e consideravo l’Argentina un paese semplicissimo da girare da soli.

Poi l’estate successiva, prima di partire per quello che (spero per moooooolto tempo) e’ stato il mio ultimo viaggio da sola: andavo in Romania e tutti a mettermi paura, farmi preoccupare... paese pericoloso, ti scippano, ti rapinano, ti puntano coltelli alla gola, ti stuprano. Nonostante fossi tranquilla fino a una settimana prima di partire, dopo aver subito questo lavaggio del cervello gli ultimi giorni mi sentivo un po’ in panico. Per fortuna sono bastati un paio di giorni del viaggio per farmi scoprire un paese ospitale, della gente gentile e dei posti bellissimi.

Anche il viaggio di nozze mi ha dato questa sensazione anche se in modo diverso: e’ stato una crociera di 19 giorni tra isole Falkland, South Georgia e Antartide. Se M. non me l’avesse proposto non ci avrei mai pensato, non perche’ non mi andasse ma proprio perche’ mi pareva impossibile andare in Antartide. Non conoscevo nessuno che ci fosse stato, nemmeno in tutti gli ambienti legati al viaggio che frequento regolarmente. E si’ che ho incontrato gente che e’ stata quasi dappertutto! Ma in Antartide no. 
Costosissimo, per “pochi eletti”, per “esploratori”. Abbiamo deciso di farlo, abbiamo sperato che i regali del matrimonio fossero sufficienti per permetterci la spesa (per fortuna si’!) e abbiamo tremato per mesi pregando che non ci succedesse niente dopo aver pagato TUTTO il viaggio con 90 giorni di anticipo. Siamo partiti pensando che si trattava del “viaggio della vita”, una cosa irripetibile e unica. Ce lo siamo goduto immensamente, e’ stato DAVVERO il viaggio-sogno, quello che tuttora a riguardare le foto mi viene da piangere, altro che Costa Crociere! Ma... ma... non ci sembra piu’ una cosa cosi’ irripetibile. Abbiamo deciso che prima o poi lo rifaremo. L’abbiamo letteralmente adorato e dobbiamo assolutamente tornare in quei posti stupendi. In fondo si tratta “solo” di un po’ (tanti) soldi. Se ci mettiamo d’impegno nel giro di qualche anno (ehm va be’ diciamo un po’ di anni) potremo davvero rifarlo. Sulla nave c’era gente che l’aveva gia’ fatto, e una ragazza che finita la crociera ne aveva prenotata un’altra subito dopo (percorso diverso ovviamente). Insomma non e’ un viaggio per “gente speciale”, e’ fattibile, l’abbiamo fatto e se lo vogliamo davvero lo possiamo rifare. Posso rinunciare a tutto pur di viaggiare.

E’ bellissimo come ogni "ostacolo" conquistato rimane come nostro patrimonio di cose "che sappiamo di poter fare", entra nella nostra “normalita’”, e’ diventato qualcosa alla nostra portata.

Scrivo queste cose perche’ me ne sono resa conto da poco. Ma anche perche’ tra pochi giorni partiamo per il nostro viaggetto estivo in moto, e andremo in paesi che mi mettono un po’ di ansia: la Moldova (oltretutto vorremmo anche entrare nella zona “ribelle” della Transnistria) e l’Ucraina. Conosciamo varie persone che ci sono state senza problemi, al massimo qualche poliziotto che chiede un “regalino” per farti proseguire, o qualche strada piena di buche. Pero’ mi rimane lo stesso questa leggera preoccupazione. Forse se invece che in moto e con 2 costose reflex e relativi obiettivi, stessimo partendo con treni e bus e con una compattina, mi sentirei piu’ tranquilla. In ogni caso spero davvero di tornare con la stessa sensazione di “normalita’” che altri viaggi mi hanno dato.
Comunque sono qui ancora fino a giovedi’. :-)

mercoledì 27 luglio 2011

Le 100 cose che amo (CaT Mammafelice)

Questa tappa della Caccia al Tesoro di Mammafelice mi piace un sacco!!
La consegna e': "fate l’elenco delle 100 cose che più amate al mondo. Una lista in divenire, una lista che non completerete oggi, nè questa settimana, ma con il tempo. Ma almeno iniziatela, e almeno scrivete le prime 10 cose importanti che amate, che non dovete dimenticare, che vi aiutano nel percorso verso la felicità."


Io adoro le liste e questa poi mi piace in modo particolare. Tanto che ho deciso di iniziarla qui e poi di fare una pagina apposita sul blog, in modo da poterla aggiornare, aggiungendo le cose mano a mano che mi vengono in mente o che magari i miei gusti cambiano e qualcosa non mi piace piu'.

Le prime 10 cose che mi sono venute in mente (senza nessuna pretesa che siano le 10 piu' importanti anche se un po' secondo me lo sono):

  1. Stare abbracciata a mio marito, guardarci negli occhi, sorriderci, le sue carezze..
  2. Il profumo dei gelsomini e della lavanda
  3. Accarezzare un gatto, tenerlo in grembo mentre fa le fusa e “fa la pasta”
  4. Il sorriso di un bambino
  5. Viaggiare, ovunque e con qualsiasi mezzo: scoprire luoghi, natura, persone, bellezza, sapori, idee, usi, lingue...
  6. Scattare foto di viaggio
  7. Mangiare la Nutella con le dita (ma anche in qualsiasi altro modo!)
  8. I ricordi della mia infanzia, con il nonno che mi insegnava a giocare a carte, la nonna che preparava gli gnocchi, una zia che mi faceva i vestitini a maglia e l’altra che mi insegnava a leggere; con l’uva e i fichi cresciuti nel nostro giardino e le corse in bicicletta fino a dove crescevano le more piu’ dolci che io abbia mai mangiato
  9. Leggere un romanzo e immergermi completamente nel mondo che viene raccontato
  10. La brezza estiva mentre sono seduta all’ombra in un giardino
  
Ora la lista continua qui.... :-)

CaT di Mammafelice: la felicita' va condivisa


Ultimamente sto dedicando poco tempo a questo blog, ma la cosa non mi dispiace poi tanto.

Le sere sono passate veloci tra cene in compagnia, libri coinvolgenti, tempo per noi due, preparazione del viaggio, relax. In ufficio sono abbastanza piena per cui non mi riesce di dedicarmi alla riflessione, al massimo leggo qualche forum e blog e scrivo qualche veloce commento. Vediamo se oggi riesco a prendermi mezz’oretta, perche’ la Caccia al Tesoro di Mammafelice mi piace un sacco e sono rimasta un po’ indietro. In teoria sarebbe il momento della quarta tappa ma io non ho ancora partecipato alla terza :-P 

La terza tappa parlava della felicita’ condivisa.
“La tappa di oggi è un post-it per ricordarci che vivere insieme è la chiave della Felicità. Scrivete la lettera che non avete ancora scritto; fate la telefonata che avete rimandato; dite il ‘ti amo’ che non avete avuto il coraggio di dire, date l’abbraccio che non avete ancora osato dare.”

La mia felicita’ e’ sicuramente legata a doppio filo al mio grandissimo amore, M., mio marito, l’unico uomo che ho mai davvero amato, il mio tesoro immenso. A lui pero’ “ti amo” lo dico ogni momento, ogni minuto che passiamo assieme e anche quando non stiamo assieme, tra mail e messaggini vari. 

Forse dovrei scrivere questa lettera a qualcun altro, qualcuno con cui mi riesce difficile parlare di queste cose semplicemente perche’ non l’abbiamo mai fatto: i miei genitori. C’e’ sempre stata una sorta di pudore nel dire “ti voglio bene”  a casa mia. Abbracci e baci si’, quelli tanti. Ma esprimere a parole i sentimenti e’ sempre stato evitato. Sara’ per reazione a questa scarsa abitudine che quando invece mi capita di parlare a cuore aperto, persino di cose belle, mi escono le lacrime dagli occhi senza che io riesca a fermarle? Chissa’. 

Comunque questa lettera la scrivo a voi, cari mamma e papa’, che mi avete sempre dato tutto il vostro amore senza chiedere nulla in cambio, che mi avete cresciuta in una famiglia allargata e affettuosa, che mi avete viziato concedendomi perfino cose che non avevo nemmeno fatto in tempo a chiedere ma allo stesso tempo quando era no, era no. Che mi avete regalato un’infanzia felice in mezzo alla natura e alle cose buone ”di una volta”, che mi avete instillato la passione per i viaggi e la scoperta, che mi avete sempre sostenuto in tutto quello che facevo, che vi siete sempre fidati di me, che mi avete permesso di crescere senza tenermi sotto una campana di vetro ma allo stesso tempo mi avete fatto sempre sentire che eravate li’ per me se ne avevo bisogno. La mia felicita' presente non e' che una conseguenza della serenita' che mi avete dato. 
Anche se siamo lontani vi sento sempre vicini. Anche se ci sentiamo relativamente poco (e davvero non sento il bisogno di chiamarvi tutti i giorni). Vi voglio tanto bene.